PERCORSI DI VISITA

Oltre alle attività di recupero, notevole è l’impegno del Gruppo Alpini per la promozione di feste ed escursioni per accogliere visitatori e scolaresche da tutta Italia e non solo.

E’ possibile visitare le fortificazioni del Monte Nagià Grom per tre distinti itinerari:

Le trincee rappresenta uno scenario per spettacoli teatrali e concerti.

Grazie alla collaborazione con il Museo Storico Italiano della Guerra di Rovereto, che da anni propone alle scuole attività didattiche in campo storico. Le classi sono invitate a dedicare un’intera giornata alla Grande Guerra in Trentino: al mattino i ragazzi effettuano un’escursione con un operatore didattico del Museo sul Nagià Grom dove hanno modo di vedere i resti dei manufatti realizzati dall’esercito austro-ungarico ma anche di riflettere sulle finalità del lavoro di recupero svolto in questi anni dagli alpini.

Nel pomeriggio l’attività si sposta al Museo della Guerra dove gli studenti analizzano oggetti e fotografie, riflettono sulla trasformazione del territorio durante la guerra, sul sistema di organizzazione delle trincee e sull’esperienza dei soldati che in esse si trovarono a vivere.


(Visita didattica del Liceo Cevoloni sui luoghi della Grande Guerra)

Poiché un lavoro di cosi grande rilevanza dovette e dovrà essere ampiamente pubblicizzato e proposto agli appassionati, gli Alpini si impegnarono a fare da guide lungo il tragitto, ormai reso accessibile, a quante più persone possibile per farlo conoscere e ammirare. Hanno organizzato più volte, con meta sul monte Nagià-Grom, gite domenicali per comitive titolate “camminando con gli Alpini in trincea”, hanno organizzato col concorso del gruppo sportivo “Corse Loppio” una corsa podistica con spettacolare percorso all’interno dei camminamenti. Promuovono con l’appoggio delle iniziative a carattere culturale della Provincia e con l’intervento di attori professionisti, spettacoli sul tema della grande guerra sempre magistralmente interpretati e di grande successo. Una di tali recite è stata messa in scena in notturna, sul palcoscenico naturale dei resti delle cucine, avente per fondale le rocce, le caverne e le trincee. La rappresentazione ha suscitato forti emozioni nel folto pubblico ivi presente, sia per la bravura degli attori che per gli effetti scenografici e sonori. L’avvenimento che ha destato maggior risonanza è stato quello dell’inaugurazione dell’opera compiuta sul monte Nagià-Grom. Per l’occasione si è riunita lassù una grande moltitudine di persone sia singole sia appartenenti ad associazioni estimatrici di ricostruzioni storiche e persone comuni desiderose di conoscere. Alla S. Messa, celebrata ai piedi della grande croce da Padre Martin di Lana, importante e austera figura di sacerdote dell’ordine Teutonico nel suo lungo mantello bianco, hanno assistito le delegazioni delle associazioni della Croce Nera Austriaca, dei Kaiserjäger, dei Landesschützen, dei Kaiserschützen, quelle di numerosi Gruppi dell’A .N. A., sportive, culturali e tanta, tanta gente. La funzione religiosa fu animata dal bravissimo coro parrocchiale di Manzano. Padre Martin benedì poi le due croci alla memoria. Fecero seguito le parole di compiacimento dell’assessore provinciale alla cultura Franco Panizza e del sindaco di Mori Mario Gurlini. Alexander Schwabl con i rappresentanti della Croce Nera Austriaca.

Nell’occasione furono conferite le onorificenze della Croce Nera Austriaca a Francesco Silli e a Mariano Ciaghi per il loro indefesso impegno. Ne seguì una stupenda giornata di festa allietata dalla banda Sociale di Mori-Brentonico e conclusa con una grande festosa tavolata comune.

Spartaco Avanzini e i due neodecorati Mariano Ciaghi e Francesco Silli

Grande merito agli effetti della divulgazione di tutta l’opera spetta al Museo Storico Italiano della Guerra di Rovereto e in particolare al Direttore dott. Camillo Zadra, al Presidente dott. Alberto Miorandi e ai loro collaboratori che oltre a tenere conferenze pubbliche sull’argomento si adoperarono per la stesura, stampa, pubblicazione e larga distribuzione di un libretto guida del luogo. Il libretto riporta una panoramica dei lavori eseguiti corredata da fotografie una breve relazione storica sul caposaldo e gli itinerari per raggiungerli. L’interessamento del Museo per diffondere capillarmente la conoscenza del restauro si spinge ben oltre, provvedendone a suo tempo l’inserimento nel proprio sito internet inclusa una particolareggiata descrizione del recupero completata da informazioni utili per i visitatori. Cosi si intensificano le visite che saranno sempre più frequenti e numerose. Arriveranno lassù persone singole, gruppi, comitive locali, extra regionali e addirittura estere che nel corso della visita sosteranno per un momento alla baracca attrezzi, scelta come luogo di pausa, per esternare le loro entusiaste impressioni a qualcuno degli ex Alpini, quasi sempre presenti, o per fissarle sul libro delle firme.

Enorme effetto e meraviglia hanno destato sulle genti della valle le visite delle scolaresche provenienti da varie province d’Italia, che a partire dall’anno scolastico 2008 ad oggi e nei mesi propizi, si sono succedute senza tregua. Finora hanno percorso i camminamenti e presa visione dei manufatti circa 8000 studenti delle classi di terza media fino alle quinte superiori, accompagnati dai loro professori e dai preparatissimi operatori didattici del Museo. Ammirevole è il loro comportamento e il continuo desiderio di vedere, sapere, conoscere. Guardando i loro occhi a volte umidi e leggendo i commoventi pensieri impressi sul quaderno delle firme, si ha la netta impressione che conserveranno nella loro memoria il ricordo di quei piccoli, miseri, cari oggetti appartenuti alla vita di quei ragazzi perduta cento anni fa per la follia di qualche scellerato, nonché anche quello delle pietre, da sotto le quali sembra venire l’ultimo gemito ad invocare la mamma.

Come detto nelle premesse non è possibile nominare singolarmente tutti quelli che hanno condiviso le fatiche degli Alpini e dei loro appassionati amici di Mori, Manzano e Valle S. Felice. Ritengo doveroso citare almeno i Gruppi e le Associazioni che hanno risposto positivamente ed entusiasticamente all’invito di Francesco intervenendo con i loro inscritti o rappresentanti a “dare una mano” nei limiti del possibile: Bressanone, Bolzano, Lana ecc. gli appartenenti a questo speciale gruppo, dotati di possenti muscoli e tenace volontà, guidati da Oswald Mederle sono intervenuti ripetutamente in maniera ragguardevole. La S. A. T sezione di Mori con numerosi interventi. Gli Scout, giovani e non più giovani di Mori. La scuola del Centro Diurno di Tierno / Mori. La classe quinta di un Liceo di Padova. Singoli Schützen delle Compagnie di Rovereto e Arco. Associazioni culturale e sportive di Valle S. Felice e di Pannone.

Mentre i più fortunati proseguivano nell’opera, purtroppo qualche “Vecio” ha abbandonato per “ANDARE AVANTI “.
Ci mancheranno il loro buonumore e le loro vigorose braccia ma il loro ricordo sarà sempre vivo nella nostra Memoria.

Ciao a:

Francesco GIRARDELLI ……. da Valle S. Felice

Fedele BERTOLINI ……….….. da Manzano

Gianni TURELLA ……………… da Mori

GIOACCHINO BERTOLINI … da Manzano

e purtroppo anche FRANCESCO SILLI da Mori

 

A cura di
                                                                                                         Spartaco Avanzini