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Standschützen e Alpini - Dedica e Presentazioni

Dedicato a:

Francesco Silli di Mori

* 15 marzo 1940
+ 7 ottobre 2012

Presentazione del Presidente Alberto Pacher

Uno dei meriti indiscussi delle ormai prossime celebrazioni che ricorderanno i cento anni dallo scoppio della Prima guerra mondiale sarà quello di sancire la ricomposizione della Memoria, riconducendo così nell'alveo della condivisione e della collaborazione quel che un tempo fu confronto bellico e scontro fraticida.
Un esempio di questa rlettura riappacificante della Storia e di questo riallacciarsi di amicizie e di scambi ci viene proprio dal Nagià-Grom, le cui fortificazioni austroungariche sono state oggi recuperate con un grande sforzo compiuto dagli Alpini di Mori ai quali si sono affiancati i componenti del Gruppo Storico Trentino, che hanno così restituito agli abitanti della Val di Gresta e ai suoi numerosi ospiti un grandioso complesso fortificato immerso nel verde di un colle a controllo della sottostante Valle del Cameras e che rende l'idea di che cosa fu, quasi cento anni fa, il fronte meridionale dell'allora Welschtirol, l'attuale Trentino.
A riprova di questa ritrovata sintonia che travalica i confini ideali e geografici, l'inaugurazione del monumento commemorativo degli Standschützen che sul Nagià-Grom combatterono e in molti morirono e la pubblicazione di questo volume costituiscono il sigillo di una unità di intenti che è frutto di un lungo percorso di avvicinamento e di rinnovata amicizia.
Consegniamo volentieri queste pagine a quanti oggi lavorano per la pace e per il progresso dei popoli che un tempo furono nemici: le affidiamo soprattutto ai giovani, perchè visitando i camminamenti, le trincee, le postazioni e gli osservatori del Nagià-Grom capiscano quanto importante sia il valore della conciliazione, della comprensione reciproca e della fratellanza.
Non sono, questi, termini desueti, non sono idee retoriche, ma valori da vivere in modo concreto, come concrete e faticose furono le giornate di duro lavoro con cui gli amici di Mori hanno ridato vita e valore alle pietre squadrate di questa collina grestana in cui vissero e combatterono i "nemici" di un tempo.

Oggi per fortuna ci ritroviamo tutti sotto lo stesso velo protettivo di un'Europa delle Nazioni e dei Popoli: la Memoria di guerre lontane, a questo punto, è veramente un invito a ricreare le condizioni di una pace vera, una pace tra le Nazioni del Mondo, ma una pace anche tra i cuori e tra le idee di tutti noi.
E' questo il vero valore che ci viene dal Nagià-Grom e dai suoi morti.
Il mio grazie, a nome della comunità trentina intera, va a tutti coloro che si sono impegnati in questo ambizioso lavoro di recupero e di valorizzazione e a tutti quegli enti pubblici e privati che hanno sostenuto gli Alpini del gruppo A.N.A. di Mori.

Presidente della Provincia autonoma      
di Trento e Assessore alla cultura         

 Alberto Pacher                        

 

 

Saluto del Sindaco di Mori 

Secondo il detto latino Historia magistrae vitae è inevitabile che dimenticando il passato, si ripetano gli stessi errori, occorre invece tenere viva la memoria collettiva da una generazione all'altra affinchè l'avvenuto non si ripeta nello stesso modo.
E' questo lo spirito che ci anima nell'accogliere la richiesta del Gruppo Storico Trentino, degli Alpini di Mori e dei nostri ospiti Austriaci che vogliono ricordare con una stele sul Nagià-Grom, i Bersaglieri immatricolati Tirolesi, che su quel monte operarono fino all fine della Grande Guerra.
Ragazzi, uomini avanti con l'età, che con abnegazione, loro malgrado, difesero la propria terra.
La difesa di quella comune terra che alla nostra Comunità di confine è costata moltissime vite, anni di deportazione, privazioni e devastazione.
E' un messaggio di pace, di accoglienza, di inclusione e fratellanza che ci unisce in questi momenti.
Quel messaggio che, libero da ideologie nostalgiche, è proiettato in una comune visione del futuro, dove l'eredità di chi, donne e uomini, che hanno vissuto il dramma di questo conflitto e di tutte le altre guerre, purtroppo anche odierne, sia perno per l'educazione civile e morale delle nuove generazioni, per meditare su quegli avvenimenti tremendi, coglierne la portata e trarne gli insegnamenti.
Custodire la memoria, quindi, è ciò che ha spinto, con grande merito, il Gruppo Alpini di Mori e più recentemente l'associazione"Un Territorio, due fronti", a recuperare manufatti, documenti e materiali che portano alla luce il passato per darne degna conoscenza e giusta testimonianza.

 

     Il Sindaco di Mori                       
                      
Roberto Caliari       
                 

  
 

Saluto di Hans-Peter Gärtner,
Major des Kaiserschützen Bund, Tirol, 1921

 

Liebe Kameraden und Bewahrer der Tiroler Standschützentradition!

 

Wir Tiroler der Europaregion Tirol können stolz sein auf unsere Geschichte, im Besonderen auf unsere Wehrgeschichte, die den Freiheitsdrang unseres Volkes und den Willen zur Selbsterhaltung besonders deutlich hervorhebt. Darum ist gerade heute in Zeiten großer Veränderungen der Stellenwert der Traditionspflege nicht hoch genug einzuschätzen, wenn sich Patrioten in WELSCHTIROL gefunden haben welche die Jahrhunderte lange Tradition der Standschützen nach mehr als 90.Jahren nach dem Ende des ersten Weltkrieg wieder mit neuem Leben erfüllen.

Der Kaiserschützenbund bildete nach dem Ersten Weltkrieg gemeinsam mit den Standschützen einen gemeinsamen Bund, jedoch erlosch mit den Jahren die Traditionspflege der Standschützen.

Darum war es schon länger ein Ziel die Welschtiroler Standschützen unter ihrem Kommandanten Leutnant Graziano SIMONINI tatkräftig zu unterstützen.

Und auch an der Finanzierung und Herstellung einer Fahne, sowie die feierliche Weihe dieser Standschützenfahne im Rahmen eines großen Festaktes zu unterstützen und durchzuführen.

Der Kaiserschützenbund Tirol 1921 wirkt 2012 bei der Planung und Anfertigung eines Standschützendenkmals, welches von unserem Kaiserschützenkameraden und Künstler Rudolf BERTI hergestellt wurde und dann auf den sogenannten Standschützenberg, dem NAGIÀ-GROM in der Val di Gresta, Gemeinde MORI, 2013 errichtet wird, als treibende Kraft mit.

Um damit in der Bevölkerung das Gedenken an diese legendäre Truppe und ihre schier übermenschlichen Leistungen hochzuhalten. Und auch im Wissen um die Verpflichtung gegenüber der Treue und Aufopferung unserer Vorfahren für unsere gemeinsame Heimat!

Und auch als Mahnung zum Frieden, zwischen den Völkern Europas.

 

Bundesobmann des Kaiserschützenbundes 
TIROL 1921                            
                   

Hans-Peter Gärtner, Major                 

              

 Saluto degli alpini di Mori

Dopo l’inaugurazione ufficiale del monte Nagià-Grom svoltasi nel 2009, un’altra importante cerimonia in questo luogo di memoria, per la posa di un cippo marmoreo a ricordo degli Standschützen.

La partecipazione di gruppi, associazioni e delegazioni sia italiane che straniere per un momento di unione e fratellanza, rappresenta uno degli obiettivi che il gruppo A.N.A. Mori si era prefisso di raggiungere nel lontano 2001, allorquando partendo da una semplice idea si era dato inizio ai lavori di sistemazione e ripristino di camminamenti e trincee della Grande Guerra.

Gli obiettivi fin qui raggiunti sono andati in alcuni casi al di la delle più rosee aspettative.  

Un ringraziamento doveroso va rivolto a tutti quelli che in questo ultimo decennio, hanno dedicato molta parte del proprio tempo libero a questa impresa perché di un’impresa si tratta.

Un pensiero riconoscente a tutti coloro che “sono andati avanti”. Le loro fatiche non sono state vane.

All’inizio dei lavori, quando l’area si presentava come un bosco incolto e solo qualche traccia degli eventi bellici era ancora visibile, nessuno di noi immaginava ciò che avremmo trovato. I risultati ottenuti sono oggi sotto gli occhi dei numerosi visitatori che frequentano il monte Nagià-Grom.

Da alcuni anni a questa parte, in collaborazione con il Museo della Guerra di Rovereto, è iniziata anche un’intensa attività didattica, che ha portato numerose scuole (circa 2000 alunni l’anno), la maggior parte provenienti da fuori provincia, a frequentare e visitare questi luoghi di memoria.

L’entusiasmo riscontrato e le gratificazioni ottenute rappresentano il miglior ringraziamento per il lavoro svolto.

Ulteriori ringraziamenti vanno all’Amministrazione comunale, alla Cassa Rurale di Mori Val di Gresta per il contributo finanziario concesso e a tutte quelle associazioni di Mori e non, che hanno collaborato con entusiasmo e gratuitamente.

Il mio auspicio è che il lavoro fin qui svolto, oltre ad avere una valenza storico-culturale, possa servire in futuro quale monito contro ogni guerra. 

 

Il Capogruppo Gruppo A.N.A. di Mori    
   
Manfredi Ernesto                   

            

Saluto del Gruppo Storico Trentino    

I Bersaglieri immatricolati Tirolesi sono stati gli ultimi eredi di una tradizione secolare: furono difensori della propria terra e fedeli servitori dell’Imperatore.

Composti da ragazzi giovanissimi di 16/17 anni uniti ad uomini di età avanzata (che, in parte, non avevano superato nemmeno la visita di leva obbligatoria per problemi fisici) e da quelli congedati da parecchio tempo, i K. K. Standschützen Tirolesi erano iscritti ai “Casini di Bersaglio” e la maggior parte di loro erano mossi da un grande amore per la piccola patria Tirolese. Considerati ultima e disperata risorsa armata in caso di aggressione da parte di qualsiasi nemico, furono stanziati in difesa dei secolari confini e affiancati ad altre truppe combattenti.

I Bersaglieri vestivano una divisa composta di giacca e pantaloni, confezionati con uno spesso panno di lana, calzettoni o fasce mollettiere, scarpe chiodate; sul bavero portavano cucite due aquile tirolesi, segno distintivo dei propri battaglioni o compagnie.

Armati con antiquati fucili oramai furi servizio, ed impiegati praticamente senza addestramento, dopo la dichiarazione di guerra da parte dell’Italia all’Austria-Ungheria, furono frettolosamente inviati a presidiare i confini del Tirolo con il compito di fermare, o almeno rallentare, l’avanzata nemica, per permettere alle truppe stanziate in Galizia di raggiungere il nuovo fronte meridionale.

Nei mesi successivi alla mobilitazione i compiti loro assegnati consistevano principalmente, dapprima nel presidiare ponti e stazioni ferroviarie, poi nel rallentare o fermare l’avanzata nemica e in fine nel fornire supporto ai soldati di prima linea (trasporto dei feriti e di materiali di ogni genere), nei lavori di scavo di trincee e di costruzione di ripari e baraccamenti. Tutti questi erano lavori duri e poco gratificanti, ma ciò non demoralizzò il gruppo che, dove operava, si distinse sempre per abnegazione e profondo senso del dovere.

Dopo tanto tempo noi abbiamo voluto ricordare i Bersaglieri immatricolati Tirolesi con un semplice monumento situato sul Nagià-Grom, monte che li vide operare per lunghi periodi fino alla fine della Grande Guerra.

Non vogliamo dimenticare i sacrifici e le privazioni che questi umili soldati dovettero sopportare, condizioni che accomunavano i soldati di tutti i fronti di quella lunga e terribile guerra.

Dobbiamo trarre da questi nostri avi l’insegnamento per un futuro di pace, raccogliendo un’eredità fatta di determinazione e fermezza nel compiere il proprio dovere e nell’assoluta fedeltà nelle proprie istituzioni.    

 

GRUPPO STORICO TRENTINO        

Simonini Graziano                 

      
 

Saluto Lorenzo Baratter

Desidero con la presente, in qualità di coordinatore del progetto per le commemorazioni del Centenario della prima guerra mondiale (1914-1918), rivolgere un sincero ringraziamento a tutte le persone che in questi anni si sono prodigate per la salvaguardia del sito storico del Nagià-Grom, caposaldo facente parte del sistema fortificato che collegava la Vallagarina alla zona del Garda.
Ritengo doveroso esprimere la gratitudine verso la moltitudine di volontari che con passione e spirito di condivisione si sono spesi e si spendono da sempre per la tutela e valorizzazione di questi patrimoni.
Un complimento sincero, quindi, al Gruppo ANA di Mori, al Gruppo Storico Trentino, al Comune di Mori e alla Comunità della Vallagarina, nonchè all'Autore di questa preziosa pubblicazione, Oswald Mederle.

Voglio infine ringraziare il Senatore Franco Panizza il quale, nelle vesti di Assessore alla Cultura della Provincia Autonoma di Trento, ha creduto molto in questo progetto e, più in generale, ha dato un impulso decisivo alle iniziative che nei prossimi anni ricorderanno, anche in Trentino, il secolo dallo scoppio del conflitto.

 

Coordinatore provinciale             
del progetto per le commemorazioni     
del Centenario della prima guerra mondiale 

Lorenzo Baratter                     


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