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La provenienza degli Standschützen

(Bersaglieri Tirolesi)

All’interno dell’impero asburgico il Tirolo copriva una posizione particolare in fatto di prestazioni militari. Per capire si deve tornare nel lontano 1511 (1512), quando l’imperatore Massimiliano I stilò un accordo con i quattro ceti tirolesi e i vescovi di Trento e Bressanone, regolandovi tra l’altro anche la prestazione militare popolare. Questo fatto per ovvia mancanza di spazio non può essere trattato in questo opuscolo ma fa riferimento alle recenti pubblicazioni sul “Landlibell” delle Province autonome di Trento e Bolzano. Da quel momento in avanti i reggenti del Tirolo iniziarono a sostenere il tiro al bersaglio, prima coll’archibugio e poi con altre armi da fuoco, riproponendosi di attingere a una riserva di combattenti addestrati. Anche se fino alla Prima guerra mondiale nessuno dovette combattere fuori dai confini territoriali, col passare dei secoli ci furono sempre adeguamenti al fabbisogno e in fine anche l’incorporazione nell’esercito permanente.

Alla fine del diciannovesimo secolo si iniziò a aggregare le compagnie dei Bersaglieri Tirolesi (Standschützenkompagnien), che fino allora avevano agito indipendentemente, ai militare. Questi ultimi, ritenendo le compagnie Schützen “corporazioni utili alla difesa territoriale”, li appoggiarono fornendo loro, gratuitamente o a prezzi modici, armi e munizioni al passo dei tempi. D’allora in poi il nome di “Standschützen” venne ufficializzato anche nell’esercito.

Con la legge di difesa territoriale del 1887 fu deciso che la difesa territoriale fosse da considerarsi parte delle forze armate e venisse suddivisa nei Bersaglieri (Standschützen) integrandoli attraverso i casini di tiro e la leva di massa (Landsturm).

Con l’entrata in vigore della legge della difesa territoriale per il Tirolo e Vorarlberg del 25 maggio 1913 (§ 17) e la legge riguardante l’ordinanza di tiro, i poligoni di tiro con i loro soci così come tutte le altre corporazioni di carattere militare (associazioni dei veterani e dei combattenti) divennero parte integrante della leva di massa (Landsturm).

Da quel momento in poi ogni Standschütze iscritto era sottoposto all’obbligo della leva di massa (Landsturmpflichtig) e non lo si poté più ritenere volontario.

Soltanto quei Bersaglieri che aderirono ad un poligono dopo la mobilitazione del 1915 poterono continuare a fregiarsi dell’appellativo di “volontario”.

Una possibile dimissione da un poligono di tiro venne vietata già dall’agosto 1914 in poi per via legislativa.

Secondo la convenzione di Haag i Bersaglieri Tirolesi da questo momento (1913) in poi furono a tutti gli effetti truppe regolari, ma continuando a essere impiegati soltanto nella propria regione (Land) e a difesa del confine territoriale. Negli ultimi anni del conflitto mondiale non fu tuttavia più tenuto conto di questo obbligo, basti pensare ai campi di battaglia dei Sette Comuni a partire dal 1916. 


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