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Fortificazioni del Trentino

In seguito alle guerre di indipendenza e alla cessione al Regno d’Italia della Lombardia (1859) e del Veneto (1866), la monarchia austro-ungarica dovette affrontare il problema della difesa del Trentino contro attacchi italiani condotti dalla pianura lombardo-veneta.

Dal 1860 sino al 1900 il Genio militare austriaco costruì numerose fortezze permanenti disposte secondo una duplice linea: un sistema difensivo presso i confini, con sbarramenti di fondovalle, e una cintura di forti attorno a Trento. 
Per il controllo dei passi d’alta montagna furono progettate opere campali da realizzare esclusivamente in caso di guerra.

In questa fase, tra il 1880 ed il 1881, venne realizzato un forte a Pannone, in Val di Gresta, per il controllo della Valle di Loppio, importante asse di comunicazione tra Rovereto e Riva del Garda.
Si trattava, in realtà, di una caserma difensiva (blockhaus) costruita in base ai criteri costruttivi del cosiddetto “stile trentino”.
Dotata di artiglierie di medio calibro collocate dietro feritoie cannoniere che si aprivano in una cortina muraria in pietra lavorata, la piccola fortificazione perse rapidamente ogni importanza strategico-militare.
Venne disarmata ed utilizzata come piccolo magazzino, affittato di tanto in tanto dall’autorità militare a privati della zona. 
Nel 1915 l’esercito provvide a demolire la struttura, ormai inutile ed obsoleta.

Agli inizi del ’900, completata la cintura fortificata di Trento, cominciò la costruzione di forti a protezione diretta dei confini con il Regno d’Italia.
A partire dal 1907 il Generale Franz Conrad von Hötzendorf, Capo di Stato Maggiore dal 1906 al 1917, sostenne la realizzazione di una moderna cintura fortificata a ridosso dei confini in grado di appoggiare una possibile offensiva verso la pianura veneta.
Importanza fondamentale era attribuita ai tre gruppi fortificati di Val d’Adige-Vallarsa, degli altipiani di Folgaria-Lavarone e della bassa Valsugana (Grigno-Castel Tesino). Di questi, soltanto il gruppo degli altipiani venne effettivamente portato a compimento.

Dopo il 1910, essendo in fase di completamento la linea fortificata di Folgaria e Lavarone (ad est) e della zona di Riva del Garda (ad ovest), si iniziò a realizzare una serie di opere fortificate quale cerniera tra le due aree. Vennero previste costruzioni sul monte Pasubio, a Pozzacchio, sui monti Zugna, Vignola e Altissimo di Nago.
Allo scoppio della guerra, nel luglio 1914, causa la mobilitazione generale, i lavori vennero abbandonati ad uno stadio ancora iniziale.


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