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Premesse dell'intervento

Il passaggio della guerra in Trentino, come detto più volte, ha profondamente modificato il territorio.
La successiva bonifica e la crescita spesso incontrastata della vegetazione hanno fatto si che molti dei luoghi di guerra col tempo venissero nascosti alla vista e quindi dimenticati.
Ma il ricordo dei lavori di fortificazione, della permanenza dei soldatoìi, dei bombardamenti si è tramandato di generazione in generazione.
La voglia di ricordare quelle vicende ha portato in tempi recenti le comunità a intervenire su questi siti.
Così è accaduto anche per il Nagià Grom, il cui ripristino è dovuto all'iniziativa di alcuni Alpini locali che, consapevoli del patrimonio storico nascosto dalla vegetazione, si sono impegnati in un progetto di recupero.
Principale animatore del progetto è stato Francesco Silli, che coinvolgendo l'intero consiglio direttivo dell'A.N.A. di Mori, ha gettato le basi per uno degli interventi di ripristino più interessanti in provincia.


(Alpini di Mori al lavoro)

Nel corso del 2001 il Capogruppo A.N.A. di Mori, Spartaco Avanzini, dopo una serie di sopralluoghi e la preparazione di un programma di intervento, richiede al Comune di Mori l'autorizzazione per poter intervenire:
obiettivi principali del progetto erano la sistemazione della strada di accesso alla sommità, la pulizia e il ripristino delle trincee e dei camminamenti, compresa il ripristino di alcuni punti di murature a secco o in malta, con materiali recuperati in loco.         Il Comune autorizza ufficialmentè e l'A.N.A. ad intervenire, sotto la direzione e sorveglianza della Stazione Forestale di Mori.

 

A fare da referente per gli Alpini di Mori è uno di loro, il geometra Francesco Silli, che dal 2001 al 2012 ricoprirà anche il ruolo di responsabile per la parte organizzativa.

In questo periodo vengono anche presi i primi contatti con il Museo Storico Italiano della Guerra con il quale gli Alpini, stringono un rapporto di collaborazione attiva.
A seguito dei primi sopralluoghi eseguiti con la collaborazione della Stazione Forestale di Mori, il Dipartimento Forestale della Provincia Autonoma di Trento autorizza il taglio di piante e sottobosco necessari per riportare alla luce i manufatti. 
I lavori possono così iniziare subito grazie alle prime tre squadre di 6/7 volontari ciascuna.
Nel corso dell'anno si formalizza l'accordo tra Alpini e Comune di Mori: gli Alpini si sarebbero impegnati a pulire e ripristinare i manufatti presensi sul Grom, a garantire la manutenzione per tre anni e a produrre annualmente una relazione dei lavori eseguiti; il Comune avrebbe concesso in prestito attrezzature di lavoro ed acquistato lo stretto necessario per garantire tali opere (materiali inerti, legname, ferramenta, carburanti, noleggio macchinari, ecc...).
Va detto che le potenzialità del Nagià Grom non erano del tutto sconosciute all'amministrazione.
Infatti nei Patti Territoriali per lo sviluppo della Valle di Gresta del 2001 era stato richiesto alla Provincia lo stanziamento di circa 300.000 euro per intervenire nel recupero delle locali trincee.
Grazie al lavoro volontario degli Alpini, il costo sostenuto dal Comune di Mori nei primi tre anni di lavoro è stato di circa 50.000 euro (utilizzati esclusivamente per acquisto di materiali e attrezzature).


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