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Costruzione della Tiroler Widerstandslinie

e la difesa della Val di Gresta

Nel settembre 1914, lo Stato maggiore austro- ungarico incaricò il generale Franz Rohr di costruire una linea difensiva lungo la frontiera del Tirolo meridionale da utilizzare nel caso di un conflitto con il Regno d’Italia.

A partire dall’estate 1914 cominciò la realizza zione di una linea trincerata continua, dall’Ortles alle Dolomiti di Sesto, battezzataTiroler Wider-standslinie (linea di resistenza tirolese).
Considerando che l’esercito era già impegnato sul fronte russo ed in Serbia, si decise di accorciare il fronte al fine di risparmiare truppe ed armamenti.
In Vallagarina l’esercito austro-ungarico abbandonò i territori a sud della linea Serrada- Riva del Garda, compresi i monti Pasubio, Zugna e Baldo.
Anche in Val di Gresta iniziarono i lavori per l’apprestamento della linea di difesa; vennero realizzate trincee, postazioni per mitragliatrice, caverne per l’artiglieria, baraccamenti per soldati, depositi e teleferiche.


La valle venne divisa in due settori: la parte occidentale, con lo Stivo e il Creino, dipendeva dal comando di Riva del Garda, mentre quella orientale dipendeva dal comando di Rovereto.
La linea austro-ungarica saliva dalla piana di Rovereto al monte Faé, proseguiva sul Nagià Grom e, abbassandosi gradatamente, arrivava al Passo San Giovanni. Sul Monte Faé, Nagià Grom, S. Anna, S. Giustina e Monte Garda vennero realizzati capisaldi collegati da trincee protette da ampie fasce di reticolati.

Trincea lungo il percorso che sale
da Mori Vecchio

Dopo l’ingresso in guerra del 24 maggio 1915, l’esercito italiano occupò rapidamente la dorsale Altissimo di Nago, Corna Piana, S. Valentino, Postemone e Vignola e su questa linea si fermò alcuni mesi. 
In ottobre, dopo aver occupato Brentonico, continuò l’avanzata fino a Besagno e Castione, iniziando ad impostare una linea di difesa lungo il versante nord del Baldo, più o meno sul livello di quota 500.
Verso la fine del 1915 gli italiani ripresero l’avanzata fino ad occupare Mori e Loppio. 
Il 10 gennaio 1916, con un’azione di sorpresa, gli alpini del battaglione Val d’Adige salirono le rampe meridionali della Val di Gresta, arrivando fino alla località Piantim e sull’altura di Carpeneda.

Il 15 maggio 1916 iniziò l’offensiva austro-ungarica, nota come Strafexpedition, che si svolse nel territorio compreso tra la sinistra Adige e la Valsugana. 
L’operazione coinvolse di riflesso la linea avanzata italiana posizionata sulle alture meridionali della Val di Gresta, che, per raccordarsi con le nuove posizioni di sinistra Adige (dove gli italiani erano arretrati da Lizzana a Serravalle), si dovette ritirare sul versante settentrionale del monte Baldo, posizionandosi tra Besagno, Castione e Dosso Alto di Nago.
Qualche giorno dopo, discendendo dalla Val di Gresta, gli austro-ungarici occuparono la Valle di Loppio dove costruirono una linea di avamposti collegati alle prime linee da trincee e camminamenti.
A partire da quella data non si registrarono più significativi spostamenti della linea del fronte.

Soldati al lavoro in località Pesarìm,
a valle dei Piani, a Chienis, dove oggi sorge il magazzino
del Consorzio ortofrutticolo [Archivio Dorigatti - Varna]


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