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Da Valle San Felice

È possibile visitare le fortificazioni del Monte Nagià Grom per due distinti itinerari che in parte si sovrappongono.
Il percorso consigliato dagli Alpini inizia dalla chiesa di Valle San Felice, dove si lascia la macchina. 
Presa subito la mulattiera pianeggiante che costeggia il cimitero, dopo poco più di mezzo chilometro ci si incammina sulla sinistra per la Val Piole, con una strada forestale in mezzo al bosco. 
Il sentiero inizia a salire e si incontra sulla destra una postazione che serviva a controllare l’accesso al monte. 
Proseguendo si giunge ad un punto panoramico con panchina da dove si gode di un splendido panorama sulla piana di Loppio e su Sano. 
Dopo pochi passi sulla sinistra si nota una galleria, chiusa perché evidentemente pericolosa. 
Salendo ancora si prende sulla destra giungendo ad un avamposto scavato nella roccia, con alloggiamento per la truppa e postazione per mitragliatrice. 
Ritornati sui propri passi si giunge alla Busa dei Scatirei, piazzale dal quale prendendo la strada sulla sinistra si giunge alla provinciale tra Valle San Felice e Manzano mentre sulla destra si può andare a Manzano per un sentiero.


(Provincia autonoma di Trento)


Il nostro itinerario prosegue invece diritti nel bosco, dove dopo alcune curve, svoltiamo sulla sinistra e ci infiliamo in una lunga trincea che ci porta fin nei pressi della grande grotta che era adibita a magazzino. Salendo lungo il pendio sulla sinistra dopo un centinaio di metri si giunge sulla vetta del monte, dove ci sono i resti dell’osservatorio, circondato in tutte le direzioni da una fitta rete di camminamenti. 
Dalla cima si scende verso la croce realizzata con una putrella risalente al periodo bellico. 
Da qui si gode di una vista stupenda su Manzano e Nomesino, mentre si scorgono la chiesa di Pannone, di Santa Apollonia e Santa Agata a Corniano.
Appena ad est della croce inizia la trincea che corona la cima del monte, lasciata la quale si giunge alla grande grotta chiamata dai grestani “dell’Angelo” o ”dell’Aquila”, per l’effige apposta sull’ingresso della quale rimane solo un pezzo dell’ala. 
Proseguendo si giunge ad una strada che in breve ci porta alla cisterna, ai resti del basamento del gruppo elettrogeno e a un rifugio nella roccia. 
Questa zona è stata teatro di una tragedia avvenuta dopo la conclusione della guerra, negli anni Venti, quando le nostre montagne erano animate dai recuperanti, che raccoglievano tutto quello che i militari, in tanti anni di guerra, avevano abbandonato. 
Tre bambini di Manzano, tutti di cognome Bertolini, trovarono una bomba e maneggiandola la fecero esplodere accidentalmente.

Nella disgrazia due bambini morirono mentre il terzo rimase gravemente ferito. Ritornati sui propri passi si scende giungendo ben presto alla strada provinciale che porta a Valle San Felice, nei pressi del capitello poco prima del bivio tra Manzano e Nomesino. 
Di qui, scendendo per la stradina sulla sinistra, si ritorna dopo un chilometro alla macchina.
Un percorso alternativo, più agevole ma meno completo, inizia in corrispondenza del suddetto incrocio.
Di qui, invece che salire per il ripido sentiero usato per il ritorno nell’itinerario precedente, si può prendere la strada che fiancheggia il monte sulla destra, dove si può lasciare la macchina prima della stanga. 
Ci si incammina per la comoda mulattiera fino alla Busa dei Scatirei, da dove si può proseguire con l’itinerario precedente.


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